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Il Commercialista, un serio professionista!

Immagine tratta dal sito Pixabay

Nei miei articoli ho spesso evidenziato la necessità, per il Commercialista, di intraprendere un percorso evolutivo, che lo porti ad aggiungere nuove aree di business alle tradizionali tematiche della sua professione, non limitandosi alla mera tenuta della contabilità e all’esecuzione degli adempimenti fiscali, oggi caratterizzate dalla guerra al ribasso dei prezzi.

In mancanza, l’unico esito possibile sarà quello di diventare un “impiegato con la partita IVA”.

Ciò premesso, tuttavia, voglio produrmi, in questo post, in un’accorata difesa di quello che, ancora oggi, costituisce il core business dell’attività del Commercialista: la specializzazione in materia tributaria.

Da qualche tempo a questa parte, infatti, dilaga sul web, sui social network e in qualche trasmissione televisiva un personaggio che, pur dichiarando espressamente di NON essere un Commercialista, propone, a pagamento, un corso contenente una serie di consigli che, a suo dire, consentirebbero agli imprenditori di ottenere, lecitamente, un consistente risparmio fiscale.

I mirabolanti consigli di cui sopra, secondo il suddetto personaggio (che ha coniato, per i suoi corsi, una definizione di grande richiamo sul piano del marketing), non sarebbero noti alla maggior parte dei Commercialisti, relegati, nell’immaginario di questo simpatico signore, alla figura di semplici “passacarte”, collettori di fatture ed estratti conto bancari, nonchè scribacchini riempitori di modulistica fiscale.

Allora, signori, di fronte a questa pericolosa deriva è giunto il momento di fare chiarezza.

Il Commercialista è un professionista che:

  1. ha superato un esame di Stato vertente sulle materie che formano specifico oggetto della sua attività;
  2. è iscritto a un Ordine Professionale che, lungi dall’essere una corporazione, è un Ente Pubblico sottoposto a vigilanza da parte del Ministero della Giustizia;
  3. è sottoposto alla vigilanza di un apposito Consiglio di Disciplina, i cui componenti sono selezionati dalla Magistratura.

Quanto ai “segreti” sul risparmio fiscale propagandati dal personaggio di cui sopra, vi consiglio la lettura di questo ebook GRATUITO, in cui un Team di Commercialisti, regolarmente iscritti nei rispettivi Albi Professionali, ha analizzato, punto per punto, le alchimie fiscali oggetto di vendita da parte di un soggetto che, è bene ricordarlo, non è un professionista.

Scoprirete che… “non è tutto oro quello che luccica”; molto spesso, anzi, si tratta solo di operazioni di marketing.

Buona lettura.

Sei proprio sicuro che il nemico della tua azienda sia il fisco?

Tax
Nel precedente post abbiamo parlato dell’importanza della corretta redazione del bilancio.

Adesso, data anche l’imminente scadenza della trasmissione del modello UNICO, parliamo di imposte.

Avvertenza generale: il discorso che svolgerò è tarato sulle società di capitali, Srl e Spa, per intenderci.

Allora, mi capita spesso di ascoltare frasi di questo tipo:

“Dottore, come mai devo pagare tutte queste tasse? Così mi tocca lavorare solamente per pagare lo Stato!”;

“Ma se il mio utile è 100, perché devo pagare imposte per 60 se l’aliquota è del 27,5%? Dottore, non è che per caso ha fatto male i conteggi?”;

“Lo stato va derubato, perché il primo ladro è lui! È uno schifo, da domani chiudo l’azienda e scappo all’estero!”;

e altre amenità del genere.

Bene, adesso ve lo dico: mi sono stufato di ascoltare queste stupidaggini (avevo scritto un altro termine, poi ho cancellato e riscritto, usate voi la fantasia). Anche perché sentire le vostre lamentele mi fa perdere tempo, e il mio tempo costa.

Ora, se avrete la pazienza di leggere fino in fondo, vi spiego una volta per tutte e in termini molto semplici come funziona il meccanismo del prelievo fiscale. E scoprirete che il vostro primo nemico non è lo Stato, siete voi stessi. Sì, avete letto bene.

Cominciamo? Continue reading

Le svalutazioni dei crediti nella disciplina IRES

La perdurante situazione di crisi vissuta dalle imprese italiane dispiega alcuni significativi riflessi anche in sede di calcolo del reddito imponibile ai fini Ires.

Accade sovente, infatti, che alcuni clienti, per via della summenzionata situazione di crisi, non riescano ad onorare puntualmente i propri impegni; e allora, bisogna tenere conto delle possibilità offerte dalla disciplina fiscale per dedurre dal reddito tassabile i crediti non più riscuotibili.

In sede di accantonamento delle imposte in bilancio, pertanto, occorre tenere a mente le norme tributarie relative alle svalutazioni sui crediti. Continue reading

La lotta (informatica) all’evasione fiscale

Palazzo Ducale 6

In questi giorni di concitazione per i Commercialisti, molti si interrogano sull’effettiva utilità dello “spesometro”, così come sulla effettiva efficacia del nuovo “redditometro” per stanare gli evasori fiscali.

In realtà, concentrandosi esclusivamente sullo studio dettagliato dei singoli strumenti, si perde la visione di insieme della strategia di lotta all’evasione. Scopo di questo articolo è pertanto quello di fare ordine nella ingarbugliata matassa di adempimenti e di tecniche impositive per cercare di capire come essi, in aggregato, possano fare emergere l’economia sommersa che sfugge alla tassazione. Continue reading

Il credito d’imposta per gli investimenti nelle aree svantaggiate

Ancora pochi mesi per prenotare i benefici dell’agevolazione di cui ai commi da 271 a 279 dell’articolo 1 della legge finanziaria 2007 (credito d’imposta per gli investimenti nelle aree svantaggiate). La normativa citata, infatti, prevede la concessione di un credito d’imposta alle imprese che effettuano entro il 31/12/2013 l’acquisizione di beni strumentali nuovi destinati a strutture produttive ubicate nelle aree delle regioni Calabria, Campania, Puglia, Sicilia, Basilicata, Sardegna, Abruzzo e Molise, con percentuali di aiuto differenti da regione a regione.

In questa sede si intende riepilogare sinteticamente, a vantaggio degli interessati, il meccanismo di concessione dell’agevolazione per quanto attiene i settori di industria, commercio, artigianato e servizi. Continue reading

Rimborsi spese ai tesserati LND: problematiche fiscali

 

Il 27 maggio 2013, su gentile invito del Presidente del Comitato Regionale Calabria della Lega Nazionale Dilettanti Dott. Saverio Mirarchi, ho tenuto a beneficio dei tesserati LND il presente intervento in merito alle problematiche fiscali dei rimborsi spese percepiti.

Nella presentazione sottostante troverete le slides proiettate durante il seminario, scaricabili anche dalla sezione interventi di questo sito in formato PDF; segue la sintesi dell’argomento trattato.

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Evasione fiscale: effetto boomerang sulle PMI

boomerang

Da tempo immemore si discute sul fatto che l’evasione fiscale rappresenti uno dei principali freni al reperimento delle entrate di bilancio dello Stato; particolarmente acceso è il dibattito che verte sulla mancata riscossione del gettito derivante dall’imposizione sulle aziende.

Sul punto si contrappongono le opinioni da un lato dei rappresentanti delle istituzioni e delle agenzie fiscali, che segnalano crescenti irregolarità negli adempimenti delle aziende italiane e promettono una massiccia opera di contrasto all’evasione anche mediante lo sviluppo di nuovi e più sofisticati meccanismi di controllo; dall’altro lato gli imprenditori lamentano una eccessiva pressione tributaria, tale da impedire lo sviluppo della competitività delle proprie aziende a causa del drenaggio di risorse finanziarie operato dal prelievo erariale, mentre, a fronte della riscossione, lo Stato offrirebbe servizi scarsamente efficienti, ossia “costa troppo per quello che dà”; alcuni di costoro, addirittura, sostengono che evadere le imposte sarebbe l’unico mezzo per sopravvivere e non sparire dal mercato. Continue reading

Acconti Ires 2012 e società di comodo

 

L’articolo 2 del decreto-legge 138/2011 (c.d. “manovra di Ferragosto”, convertita con legge 148/2011) ha introdotto ai commi da 36 – quinquies a 36 – duodecies significative novità in tema di società di comodo, in particolare avendo riguardo alla nuova misura dell’IRES dovuta e alle nuove fattispecie di qualificazione di soggetti non operativi. La norma, applicabile dal periodo d’imposta successivo a quello di entrata in vigore della legge (anno 2012 per i soggetti con periodo d’imposta coincidente con l’anno solare), esplica tuttavia i suoi effetti già in sede di calcolo degli acconti sulla base della dichiarazione dei redditi per l’anno 2011 e cioè sulla base di Unico SC 2012.

Come sempre, l’intento di questo articolo è quello di fare chiarezza sulle modalità operative da seguire per comprendere come comportarsi di fronte al nuovo. Continue reading

Il reclamo e la mediazione tributaria

La “manovra estiva” attuata con il decreto-legge 98/2011 ha introdotto un nuovo articolo nel decreto legislativo 546 del 31 dicembre 1992 disciplinante il contenzioso tributario. Più precisamente è stato introdotto il nuovo articolo 17 bis, rubricato “il reclamo e la mediazione”, che prevede che, per gli atti emessi dall’Agenzia delle Entrate di valore inferiore o uguale a € 20.000,00 notificati a partire dal 1° aprile 2012, a pena di inammissibilità del ricorso, debba essere preventivamente esperita la procedura di reclamo. Sul punto è stata di recente emanata dalla Direzione Centrale Affari Legali e Contenzioso dell’Agenzia Delle Entrate la corposa circolare numero 9/E che ha fornito delucidazioni ai propri uffici. Scopo di questo articolo è quello di fornire uno schematico vademecum operativo alla luce della lettura sia della norma sia della circolare esplicativa, prescindendo da qualunque elucubrazione dottrinale.

Grafico reclamo.
Grafico reclamo.

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Studi di settore: le novità della manovra salva Italia

In principio fu il concordato fiscale biennale sperimentale (anni 2003 e 2004).

Nel 2005 fu il turno della PFC (pianificazione fiscale concordata), peraltro mai attuata in quanto cancellata con un colpo di spugna dall’alternanza dei governi dell’epoca.

Nel 2012 con il decreto “salva Italia” si tenta di dare nuovo slancio alla compliance tra fisco e contribuente sulla base degli studi di settore, dopo la “perdita di potenza” da essi subita a causa di ripetute sentenze della Corte di Cassazione che ne hanno bocciato sonoramente l’utilizzo come esclusiva metodologia di accertamento.

La manovra Monti infatti prevede all’articolo 10, commi 9 e successivi, l’introduzione di alcune novità destinate a premiare i contribuenti che, indicando fedelmente tutti i dati previsti dai modelli degli studi, dichiarano risultanze in linea con i parametri di congruità e coerenza elaborati dal software Gerico; al contrario, per i soggetti cui non si rende applicabile la condizione testé esposta, scattano strumenti di indagine particolarmente incisivi destinati a scovare sacche di evasione con procedimenti quasi incontrovertibili in sede contenziosa.

Ma andiamo con ordine.

La novità normativa

Gli strumenti premiali di cui beneficeranno i contribuenti che dichiareranno dal periodo d’imposta 2011 (anche per effetto dell’adeguamento) ricavi o compensi pari o superiori al livello di congruità di Gerico e che altresì rispetteranno il requisito della coerenza con gli specifici indicatori previsti dagli studi di settore saranno rispettivamente:

  1.  la preclusione dagli accertamenti basati su presunzioni semplici;
  2. l’anticipo di un anno dei termini di decadenza per l’attività di accertamento da parte degli uffici fiscali, fatte salve in ogni caso eventuali ipotesi di commissione di reati tributari;
  3. l’applicabilità della determinazione sintetica soltanto laddove il reddito complessivo accertabile sia pari ad un terzo di quello dichiarato anziché un quinto. Va da sé che quest’ultimo beneficio è applicabile soltanto nei confronti delle persone fisiche.

In conseguenza dell’effetto illustrato al primo punto, viene abrogata la cosiddetta “franchigia”, che prevedeva, in caso di congruità agli studi di settore, l’applicabilità degli accertamenti analitico – presuntivi  solamente in caso di attività non dichiarate pari o superiori al 40% dei ricavi o compensi dichiarati fino a un massimo di € 50.000,00.

Da un punto di vista pratico, posto che, si ribadisce, gli effetti premiali scattano solo nel caso di indicazione fedele di tutti i dati previsti dagli studi, gli accertamenti basati su presunzioni semplici quali gli ormai famosi “tovagliolometro”, “bottigliometro”, ecc., non saranno più esperibili. Rimane tuttavia possibile ricorrere all’accertamento induttivo puro laddove si ravvisino gli elementi di cui all’art. 39 secondo comma del DPR 600/1973, a prescindere dalle risultanze degli studi.

Come detto, nell’ottica dell’utilizzo della congruità agli studi di settore come strumento di persuasione del contribuente, assieme alla carota non può mancare il bastone per coloro che presentano risultati non in linea ai parametri di Gerico: i soggetti non congrui ma coerenti saranno interessati da specifici piani di controllo dell’Agenzia delle Entrate e della Guardia di Finanza predisposti sulla base dell’analisi del rischio di evasione del contribuente; per chi invece dichiarerà risultati di non congruità e di non coerenza, i controlli saranno svolti utilizzando prioritariamente gli strumenti dell’indagine finanziaria.

Il dubbio

L’innovazione sin qui esposta è inserita all’articolo 10 della “manovra Monti” rubricato “regime premiale per favorire la trasparenza”, che introduce a valere dall’anno d’imposta 2013 un nuovo regime contabile riservato alle persone fisiche e alle società di persone. Resta pertanto da comprendere se il legislatore abbia voluto riservare le novità sugli studi di settore ai soli soggetti che adottano il predetto regime o se, nonostante la collocazione normativa, la novità sia applicabile erga omnes, anche in considerazione del fatto che il nuovo regime partirà dal 2013 mentre le novità sugli studi di settore sono applicabili dal 2011. La questione è già stata dibattuta sulle pubblicazioni specialistiche ed è stata risolta dall’Agenzia delle Entrate durante il forum fiscale organizzato dal quotidiano Italia Oggi, propendendo per la seconda ipotesi.