bilancio

Il paradosso della revisione legale

Accounting

Oggi voglio illustrarvi una situazione paradossale.

Una società a responsabilità limitata, a ristretta base societaria, supera per due esercizi consecutivi i limiti previsti dall’art. 2435 – bis del C.C. e diventa obbligata, ai sensi dell’art. 2477 C.C., a nominare un organo di controllo legale dei conti.

L’assemblea dei soci nomina un revisore affidandogli il compito, ai sensi di Legge, di verificare non solo la conformità dei bilanci alle scritture contabili, ma anche la regolare gestione compiuta dagli amministratori. Ne fissa altresì il compenso.

Ed ecco il paradosso: dato che, nel caso di specie, i soci  sono anche gli amministratori della società, i controllati hanno scelto il controllore.

Ma andiamo avanti. Continue reading

Sei proprio sicuro che il nemico della tua azienda sia il fisco?

Tax
Nel precedente post abbiamo parlato dell’importanza della corretta redazione del bilancio.

Adesso, data anche l’imminente scadenza della trasmissione del modello UNICO, parliamo di imposte.

Avvertenza generale: il discorso che svolgerò è tarato sulle società di capitali, Srl e Spa, per intenderci.

Allora, mi capita spesso di ascoltare frasi di questo tipo:

“Dottore, come mai devo pagare tutte queste tasse? Così mi tocca lavorare solamente per pagare lo Stato!”;

“Ma se il mio utile è 100, perché devo pagare imposte per 60 se l’aliquota è del 27,5%? Dottore, non è che per caso ha fatto male i conteggi?”;

“Lo stato va derubato, perché il primo ladro è lui! È uno schifo, da domani chiudo l’azienda e scappo all’estero!”;

e altre amenità del genere.

Bene, adesso ve lo dico: mi sono stufato di ascoltare queste stupidaggini (avevo scritto un altro termine, poi ho cancellato e riscritto, usate voi la fantasia). Anche perché sentire le vostre lamentele mi fa perdere tempo, e il mio tempo costa.

Ora, se avrete la pazienza di leggere fino in fondo, vi spiego una volta per tutte e in termini molto semplici come funziona il meccanismo del prelievo fiscale. E scoprirete che il vostro primo nemico non è lo Stato, siete voi stessi. Sì, avete letto bene.

Cominciamo? Continue reading

Il deposito del bilancio: adempimento o opportunità?

BloggersMakeMoney

E allora, anche quest’anno è arrivato il momento di redigere il bilancio.

Per quanto mi riguarda ho già cavalcato la “prima ondata”, che vuol dire che ho predisposto contemporaneamente la mole dei documenti di più aziende, in tempo per la scadenza del 29/4. E ho partecipato a un certo numero di assemblee in cui ho dovuto spiegare i numeri sottoposti all’approvazione dei soci. Parlo ovviamente dei bilanci che scaturiscono dalle contabilità che seguo direttamente nel mio studio; come i miei clienti già sanno, io redigo i bilanci con grande attenzione all’aspetto finanziario della gestione.

A breve sarò impegnato nella predisposizione della “seconda ondata”, quella cioè relativa ai bilanci la cui contabilità viene invece gestita in proprio dal cliente e che, per svariati motivi attinenti “alla struttura e all’oggetto della società”, verranno approvati entro giugno. Sì, insomma quei bilanci le cui contabilità al 30/4 non sono ancora chiuse e per cui bisogna inventarsi qualcosa per far slittare il termine di approvazione da 120 a 180 giorni dalla chiusura dell’esercizio.

Ed è a questi ultimi soggetti che rivolgo questo appello.

Allora Signori, Vi ricordo che il bilancio può essere scritto avendo a riferimento due tipi di destinatari:

  1. il Registro delle Imprese “punto e basta”;
  2. le Banche, i clienti, i fornitori, i potenziali nuovi soci e, in generale, tutti quelli che hanno interesse a sapere come vanno i fatti vostri (in inglese: gli stakeholders).

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Le svalutazioni dei crediti nella disciplina IRES

La perdurante situazione di crisi vissuta dalle imprese italiane dispiega alcuni significativi riflessi anche in sede di calcolo del reddito imponibile ai fini Ires.

Accade sovente, infatti, che alcuni clienti, per via della summenzionata situazione di crisi, non riescano ad onorare puntualmente i propri impegni; e allora, bisogna tenere conto delle possibilità offerte dalla disciplina fiscale per dedurre dal reddito tassabile i crediti non più riscuotibili.

In sede di accantonamento delle imposte in bilancio, pertanto, occorre tenere a mente le norme tributarie relative alle svalutazioni sui crediti. Continue reading

La massimizzazione del valore d’azienda

Risky Business. Photo credits Jimmy Álvarez

Nel corso degli ultimi mesi ho avuto occasione di approfondire ulteriormente le problematiche inerenti il controllo della performance aziendale, che ho già ampiamente trattato nei precedenti articoli. In questo nuovo post voglio condividere le mie impressioni più recenti nonché fornire una sintesi generale dell’argomento, anche mediante rimandi tramite link a quanto già detto nei mesi scorsi.

Si parte da un dato di fatto: la situazione di incertezza creata dalla crisi economico finanziaria, perdurante ormai fin dal 2008, impone all’imprenditore di tenere periodicamente sotto controllo la gestione economica e finanziaria d’azienda. Continue reading

L’autovalutazione dello scoring di bilancio

AIB Bank Ireland Now Owned By The Taxpayer

La perdurante congiuntura negativa ha costretto molte PMI a dare corso a processi di ristrutturazione al fine di evitare di restare coinvolti in situazioni critiche per ciò che attiene l’equilibrio economico – finanziario; ciò ha comportato ad esempio la necessità di ridisegnare l’organizzazione delle proprie strutture aziendali, gli organigrammi, i programmi di produzione o i processi produttivi; tutte situazioni che, tipicamente, richiedono la massima concentrazione dell’imprenditore, con conseguente necessità di rinvio delle attività non impellenti. Accade così per molte PMI che, già da qualche anno, la predisposizione e l’approvazione del bilancio venga slittata “in avanti”, sulla base della possibilità offerta dall’art. 2364 c.c., e cioè dai 120 ai 180 giorni dalla data di chiusura dell’esercizio. In questo articolo ci si vuole soffermare sul fatto che detto rinvio può essere utilizzato strategicamente per implementare l’informativa di bilancio, includendovi tutte quelle notizie utili a dare piena contezza di come le strategie intraprese dagli imprenditori siano tali da migliorare l’efficienza complessiva dei fenomeni di gestione; e ciò soprattutto in chiave di miglioramento dei rapporti banca – impresa.

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Il capitale circolante netto: analisi e gestione delle variabili

Personal Finance

Nel corso della mia esperienza professionale mi è capitato di redigere numerosi rendiconti finanziari da allegare al bilancio d’esercizio. La rilettura degli stessi una volta ultimati ha spesso rivelato un particolare di notevole rilievo: la variazione del capitale circolante netto operativo assume sovente valore negativo e ciò comporta la parziale sterilizzazione dei positivi risultati assunti dal cash flow operativo.

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La valutazione del merito creditizio

Credit Score

Dall’ormai lontano 2007, anno dell’avvio a regime degli accordi di Basilea 2, il concetto di “merito creditizio” ha assunto una dimensione preponderante nella concessione dei finanziamenti bancari alle imprese.

Il concetto, in sintesi, può riassumersi nella valutazione effettuata dalle banche della capacità di rimborso del prestito da parte delle aziende affidate. In dettaglio, la stima verte sul livello di rischio insito nel prestito concesso, principalmente con riferimento alla possibilità di perdita integrale del capitale affidato in seguito all’insolvenza dell’azienda. Questo rischio è concisamente definito probabilità di default (PD).
In aggiunta al rischio standard rappresentato dalla PD, diverse banche hanno sviluppato nel tempo modelli più evoluti che tengono conto inoltre del rischio di perdita parziale del capitale affidato (loss given default – LGD) o anche del mancato rientro dei prestiti alla scadenza, ma con probabile rientro dopo la scadenza. Continue reading

Evasione fiscale: effetto boomerang sulle PMI

boomerang

Da tempo immemore si discute sul fatto che l’evasione fiscale rappresenti uno dei principali freni al reperimento delle entrate di bilancio dello Stato; particolarmente acceso è il dibattito che verte sulla mancata riscossione del gettito derivante dall’imposizione sulle aziende.

Sul punto si contrappongono le opinioni da un lato dei rappresentanti delle istituzioni e delle agenzie fiscali, che segnalano crescenti irregolarità negli adempimenti delle aziende italiane e promettono una massiccia opera di contrasto all’evasione anche mediante lo sviluppo di nuovi e più sofisticati meccanismi di controllo; dall’altro lato gli imprenditori lamentano una eccessiva pressione tributaria, tale da impedire lo sviluppo della competitività delle proprie aziende a causa del drenaggio di risorse finanziarie operato dal prelievo erariale, mentre, a fronte della riscossione, lo Stato offrirebbe servizi scarsamente efficienti, ossia “costa troppo per quello che dà”; alcuni di costoro, addirittura, sostengono che evadere le imposte sarebbe l’unico mezzo per sopravvivere e non sparire dal mercato. Continue reading

L’importanza dell’informativa finanziaria di bilancio/2

Voglio riprendere un argomento già esposto in un precedente post, e cioè la rilevanza strategica dell’informativa finanziaria di bilancio nei rapporti con le banche. Sottolineata l’importanza di includere il rendiconto finanziario (tipicamente nella nota integrativa), ora voglio esaminare le informazioni che possono essere rese nella relazione sulla gestione. L’art. 2428 del codice civile, al secondo comma, prevede che l’analisi della situazione societaria deve essere coerente con l’entità e la complessità degli affari della società e deve contenere gli indicatori di risultato finanziario e, se del caso, non finanziario pertinenti all’attività specifica della società.

immagine tratta dal sito businessplanvincente.com
immagine tratta dal sito businessplanvincente.com

Ciò, in sintesi, significa che la relazione sulla gestione deve includere una vera e propria analisi di bilancio, eseguita mediante riclassificazione delle poste di stato patrimoniale e conto economico secondo criteri appropriati (finanziario e/o funzionale per lo stato patrimoniale, a valore aggiunto e/o a costi e ricavi del venduto per il conto economico). In tal modo è possibile provvedere all’elaborazione dei principali indicatori di liquidità, solvibilità e solidità patrimoniale per lo stato patrimoniale così come dei risultati intermedi di reddito e degli indici di redditività per il conto economico. La relazione sulla gestione, in tal modo, diventa un fenomenale momento di dialogo con il sistema bancario e finanziario in generale.

Per comperndere appieno la portata di quanto detto, si tenga conto di una cosa: nel momento in cui i finanziatori dell’azienda chiedono ai vertici aziendali una copia del bilancio (o la acquisiscono autonomamente dagli archivi del Registro Imprese), la utilizzeranno come dato di partenza per eseguire tutta una serie di elaborazioni e analisi per indici e per flussi al fine di valutare il rating del proprio cliente. Essi, quindi, estrapoleranno un insieme di dati “nudi e crudi” che, se non opportunamente corredati dalle considerazioni dell’imprenditore sulle modalità di origine degli stessi, potrebbero portare ad una valutazione meno buona di quella ottenibile con il corredo delle informazioni interne, se non addirittura ad una valutazione negativa. E’ chiaro, dunque, che eseguire l’analisi di bilancio ed essere in grado di spiegare ai finanziatori i motivi per cui si sono generati determinati risultati significa, per le PMI, rappresentare che la gestione viene eseguita in maniera consapevole e non casuale. In particolare, proprio nei momenti di congiuntura negativa è indispensabile manifestare che l’imprenditore è cosciente delle difficoltà e appronta i metodi per “risalire la china”: diversamente, limitarsi a descrivere in bilancio semplicemente la situazione contabile del giorno di chiusura dell’esercizio può lasciare intendere ai finanziatori che la gestione è lasciata al caso, dando luogo così non solo ad un peggioramento del rating ma anche della complessiva bancabilità dell’azienda.