Finanza aziendale, questa sconosciuta…

photo by Viktor Hanacek (taken from PicJumbo)
photo by Viktor Hanacek (taken from PicJumbo)

Nel mio lavoro ho avuto a che fare con imprese di varie dimensioni, dalla piccola azienda artigiana alla fabbrica.

Ad ogni livello, tuttavia, ho riscontrato che l’aspetto finanziario della gestione è spesso una materia aliena all’imprenditore; strano, poichè è proprio il livello di attenzione alla finanza aziendale che determina il successo o il fallimento di un’azienda.

In questo post raccolgo alcune “stranezze” che ho ascoltato da vari imprenditori, con le mie relative repliche; se anche a voi è capitato di pronunciare qualche volta una o più delle frasi che seguono… bè, avete bisogno di aiuto, perché in ambito finanziario andate avanti con molta improvvisazione.

Vogliamo cominciare?

Bene, allacciate le cinture!

  1. “Le banche sono tutte ladre, non chiedo prestiti a nessuno!”  La mia risposta: Indubbiamente sarebbe bello poter fare a meno del dover chiedere soldi in prestito; arriva però un momento in cui devi, ad esempio, affrontare la spesa per comprarti il capannone oppure ti trovi nella necessità di smobilizzare quelle fatture che il cliente ti paga a 60-90-120 giorni. A quel punto, a meno che tu non sia abbastanza ricco, per dare una svolta alla tua azienda (e avviare un percorso di crescita) sei costretto ad utilizzare la leva finanziaria,cioè ad indebitarti. Le banche svolgono una funzione fondamentale nell’economia di un paese, perchè fanno affluire i capitali là dove devono essere investiti; e questo crea sviluppo e occupazione. Il problema sta nel fatto che bisogna saper indebitarsi nel modo giusto, rispettando la correlazione tra fonti di finanziamento e impieghi del capitale. Capita sempre più spesso, invece, che il “fai da te” in campo finanziario porti a situazioni di squilibrio, che finiscono per compromettere l’esistenza stessa dell’azienda. Non è la banca ad essere ladra, caro imprenditore: sei tu che non sai come utilizzare correttamente il debito. Esperienze sbagliate, dirette o di terzi, ti hanno portato a pronunciare questa “stranezza”.
  2. “Pago tutto subito, non voglio debiti!” La mia risposta: Certo, non lasciare debiti in giro è sicuramente apprezzabile da un punto di vista etico, ma se paghi “tutto subito” arriva il momento che finisci i soldi. E magari i tuoi clienti non ti hanno ancora pagato. Il risultato si chiama tensione finanziaria. Quando arrivi a quel punto, mio caro, nessuna banca vorrà più farti credito. E sai perchè? Perchè hai dimostrato di non saper gestire la finanza della tua azienda e per la banca sei uno che, probabilmente, non sarà in grado di restituire il prestito. E’ invece buona regola accorciare, nei limiti del possibile, la forbice tra incassi e pagamenti, ossia anticipare i primi e dilazionare i secondi. Questo modo di agire genera liquidità; e la liquidità, soprattutto di questi tempi, fa la differenza tra vivere o morire.
  3. “Con un fatturato come il mio, nessuna banca mi negherà il finanziamento!” La mia risposta: Tu dici? Peccato che oggi per una banca non contino tanto i fatturati quanto invece i flussi finanziari, ossia la capacità di generare liquidità. Ho avuto tra i miei clienti imprese che, nonostante qualche bilancio in perdita, si sono distinte per un buon cash flow derivante da una corretta gestione del capitale circolante netto; e a quelle non è davvero mai stato negato il finanziamento. Ho conosciuto invece imprenditori che hanno presentato in banca bilanci dai fatturati “importanti”, ma caratterizzati da bassi margini rispetto ai costi e da flussi finanziari vistosamente zoppicanti. In quei casi, avere credito dipende dalle garanzie poste a copertura del prestito. E infatti, spesso l’agognato mutuo o fido è stato ottenuto solo a fronte della firma di consistenti fideiussioni personali. Contenti loro… ma se le garanzie non dovessero bastare cosa succede? Forse che le banche non ti danno i soldi?
  4. “Faccio causa alla banca X per anatocismo/usura, tanto poi vado a chiedere un altro prestito alla banca Y!” La mia risposta: Tu non hai mai sentito parlare della Centrale Rischi della Banca d’Italia, vero? Bè, ti spiego una cosa: la privacy in ambito bancario non esiste. Se credi che la banca Y ti darà il finanziamento ti sbagli di grosso. Perchè se hai deciso di non pagare il debito verso la banca X, verrai segnalato in Centrale Rischi come soggetto “sconfinato”. E la banca Y leggerà quella segnalazione. Se poi, dando retta a chi ti propone di fare causa alla banca X per anatocismo e/o usura, decidi di imbarcarti in questa crociata anche se hai ancora in essere un finanziamento non estinto, il rapporto con la banca X verrà indicato in Centrale Rischi come “in contestazione” e, a quel punto, per le altre banche sarai attraente come uno zombie. “Anche se ho ragione e quel mutuo è usurario?”; purtroppo sì; a questo proposito, tuttavia, devo dirti un’altra cosa: dopo i casi che si sono verificati in passato, oggi tutte le banche, prima di erogare un mutuo o un finanziamento, fanno specifici controlli, tramite appositi software, sulla liceità dei tassi applicati; se si accorgono che qualcosa non va, riportano i tassi entro i limiti di legge. Per cui, adesso, è abbastanza raro che i tassi d’interesse applicati possano risultare illegittimi.

Sono costretto a fermarmi qui per esigenze di spazio, ma la lista sarebbe ancora lunga. Non è escluso che ne riparleremo…

 

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