Il delicato problema delle garanzie bancarie

Reverse Mortgage

Nell’attività lavorativa di un imprenditore è prassi pressoché quotidiana rivolgersi alle banche per ottenere un finanziamento, sia esso di breve termine come un fido a revoca o un anticipo salvo buon fine, sia esso di medio-lungo termine come un mutuo o un leasing.

E altrettanto quotidiana è la richiesta da parte delle banche all’imprenditore di fornire garanzia per il finanziamento concesso, il più delle volte mediante fideiussione personale o dei propri congiunti.

Tutto ciò ha senso fintantoché l’imprenditore in questione è una ditta individuale o il socio di una società di persone ma diventa una distorsione quando l’imprenditore è socio di una società di capitali; questa tipologia societaria, infatti, è caratterizzata dalla limitazione della responsabilità al patrimonio della società stessa per le obbligazioni assunte; i soci infatti la costituiscono proprio con questo preciso scopo, al fine di evitare il coinvolgimento del proprio patrimonio personale nelle vicende aziendali.

E allora, ci si domanda, che senso ha garantire le obbligazioni di una S.r.l. o di una S.p.A. mediante fideiussione personale?

Occorre pertanto impostare una precisa strategia di limitazione dei rischi derivanti dal rilascio di garanzie conseguenti all’ottenimento di credito bancario; in questo articolo si tenterà di dare alcuni suggerimenti al riguardo.

Analizziamo rapidamente le principali garanzie richieste dal sistema bancario a fronte della concessione di finanziamenti: tipicamente esse si risolvono in garanzie reali e personali.

Garanzie reali: dal latino res (cosa), sono caratterizzate dalla concessione di una garanzia consistente in un asset ben determinato, tipicamente un bene immobile (per cui la garanzia è costituita dall’iscrizione di ipoteca sul cespite) o beni mobili fungibili, quali titoli di credito o merci in magazzino (per cui la garanzia è costituita dalla sottoscrizione di un pegno); esse limitano il rischio di aggressione al solo cespite dato in garanzia senza estendersi ad altri asset. Il loro svantaggio, soprattutto con riferimento all’iscrizione di ipoteca su beni immobili, è quello derivante dall’avere un grado di iscrizione, ossia una volta iscritta l’ipoteca difficilmente quello stesso cespite potrà essere utilizzato a garanzia di un altro finanziamento, in quanto l’ulteriore garanzia concedibile è di secondo grado rispetto al primo soggetto garantito;

Garanzie personali: tipicamente costituite dalle fideiussioni, sono caratterizzate dalla concessione di una garanzia genericamente riferita al patrimonio personale del soggetto garante, che in tal modo viene posto a garanzia del finanziamento ottenuto; il loro svantaggio, soprattutto in riferimento alle fideiussioni chieste dalle banche, è quello di essere “a prima richiesta” per cui, in caso di inadempimento del soggetto garantito, la banca escute direttamente il patrimonio del garante senza preventivamente aggredire il patrimonio del garantito, vanificando interamente il presupposto della costituzione di una società di capitali.

Si comprende bene, a questo punto, che il rilascio di garanzie personali da parte dei soci di società di capitali è totalmente incompatibile con il motivo per cui essi stessi hanno costituito una siffatta tipologia societaria.

Quali possono essere dunque i rimedi per ovviare a quella che è una vera propria “distorsione gestionale”?

Sul piano personale  è indubbiamente buona prassi da parte dell’imprenditore porre in essere strumenti di protezione del proprio patrimonio individuale o familiare, quali ad esempio il fondo patrimoniale o i vincoli di destinazione ex art. 2645 ter c.c., ma maggiormente rilevante è il fatto di introdurre nella gestione aziendale elementi che consentano di migliorare la valutazione del merito creditizio operata dalle banche, al fine di ridurre o addirittura azzerare la richiesta di garanzie da parte di queste ultime (sì, avete letto bene, è possibile!).

Stante l’atavica scarsa capitalizzazione delle imprese italiane, il primo passo da compiere è quello di rinforzare il capitale sociale delle aziende richiedenti il finanziamento; ciò ha un forte impatto psicologico sul soggetto finanziatore (la banca), in quanto dimostra la volontà dell’imprenditore di credere fortemente nel proprio progetto di business, al punto da investirci stabilmente e irrevocabilmente una consistente quantità di denaro.

Al riguardo è appena il caso di dire, per quanto riguarda le S.r.l., che al raggiungimento del limite minimo di capitale sociale previsto per le società per azioni (120.000 euro) scatta l’obbligo di nomina del collegio sindacale, con conseguente controllo della gestione societaria da parte di terzi e, ovviamente, con aggravio dei relativi costi.

Ciò spesso fa sì che, anche nelle S.r.l. più volenterose, il livello del capitale si fermi al di sotto della suddetta soglia e l'(eventuale) incremento del patrimonio netto venga conseguito mediante accantonamenti a riserva quali ad esempio i versamenti in conto capitale, che tuttavia non sono stabilmente vincolati al destino dell’azienda, in quanto possono essere restituiti agli eroganti con una semplice deliberazione dell’assemblea ordinaria; essi pertanto, pur aumentando il patrimonio netto della società, sono meno “garantisti” agli occhi della banca finanziatrice.

Oltre all’aumento della capitalizzazione, l’imprenditore deve porre in essere accurate politiche di controllo della gestione economica e finanziaria, al fine di tenere sotto stretto monitoraggio sia la redditività della propria impresa sia i flussi finanziari generati o assorbiti dall’attività aziendale; ciò contribuisce al miglioramento dello scoring complessivo di bilancio, che costituisce com’è noto uno dei pilastri della valutazione del merito creditizio operata dalle banche.

Inoltre, grande attenzione deve essere riposta all’analisi dell’andamento dei rapporti tra banche e impresa, al fine di caratterizzare l’azienda come meritevole della concessione dei finanziamenti.

Su quanto poc’anzi enucleato, si rinvia a quanto già esposto dallo scrivente in altri articoli apparsi su queste pagine.

In linea generale, la capitalizzazione della società associata a politiche di equilibrio economico e finanziario produce i seguenti effetti:

  • rafforza le risorse finanziarie aziendali e riduce la probabilità di default;
  • riduce per le banche l’importo dell’accantonamento al patrimonio di garanzia previsto dagli accordi di Basilea, rendendo così il cliente appetibile sul piano del rating attribuito;
  • riduce di conseguenza per la banca l’importanza delle garanzie personali e reali, rendendo possibile di fatto la concessione di finanziamenti non assistiti da queste ultime.

Può tuttavia accadere che la capitalizzazione posta in essere dall’imprenditore venga ritenuta insufficiente dalle banche in ordine all’entità dei finanziamenti richiesti e/o che il descritto perseguimento dell’equilibrio economico-finanziario tramite politiche di scoring e di governo dei rapporti banca – impresa possa non essere di per sè considerato una garanzia tale da esentare l’imprenditore da richieste aggiuntive in tal senso.

Può allora essere perseguibile una strategia di sub-best, consistente nel ricorso alle prestazioni dei consorzi di garanzia fidi (enti solitamente di natura consortile o cooperativa, che a fronte del pagamento di specifiche commissioni da parte dell’imprenditore garantiscono quest’ultimo nei confronti delle banche fino a concorrenza di una data percentuale del finanziamento) oppure all’assistenza del fondo di garanzia per le PMI di cui alla Legge 662/1996, gestito dal Mediocredito Centrale, che prevede forme di garanzia diretta o di controgaranzia che arrivano fino all’85% del finanziamento concesso.

Infine un consiglio rivolto agli imprenditori: se la banca con cui abitualmente lavorate, nonostante abbiate messo in pratica gli accorgimenti esposti in questo articolo, continui fermamente a chiedervi una garanzia di tipo fideiussorio, provate a rivolgervi anche ad altre banche; potreste avere gradite sorprese ed accorgervi che il soggetto con cui avete lavorato per anni non è il giusto partner finanziario di riferimento per la vostra azienda.

42 Responses

  1. Ottimo articolo ben approfondito della delicata questione legata alle garanzie bancarie. Di questi tempi non è facile riuscire a gestire i rapporti con le banche, sottoscrivo soprattutto il suggerimento finale. Sappiamo tutti come sia difficile cambiare, anche banca, ma rivolgersi altrove può portare facilmente a trovare offerte impensabili che possono far risparmiare centinaia di euro o accedere a credito vitale per l’azienda.

  2. Il problema che riporti approfonditamente in questo articolo è aggravato da un lato dal livello primitivodi conoscenza di bancari e persino banchieri italiani (“ma che so’ sti hedge funds?” intercettazione a Fiorani; “ma che so’ sti MTN” noto dirigente BNL oggi BNP Paribas di Roma) e dall’altro da una incertezza normativa che è figlia anche di scelte politiche che hanno inteso mantenere l’eterodipendenza del cittadino nei confronti dello Stato e delle sue oligarchie (come ad esempio il sistema bancario italiano che ha un rating abbastanza basso e che viene allegramente usato come cinghia di trasmissione di partiti e intelligence). Quando la banca italiana chiede una garanzia all’imprenditore solitamente rilascia un testo che a loro parere è sicuro ma che in realtà è un testo promiscuo fuori da ogni standard ICC (Camera di Commercio Internazionale di Parigi) e cioè al tempo stesso “del dare” e “del fare” (e in questo ultimo caso si espone a tutte le eccezioni del fare). In questa demenziale situazione è già da quattro o cinque anni che i clienti italiani non mi chiedono più garanzie bancarie internazionali (cosiddetto affitto o leasing) per l’Italia ma sempre più spesso per società che hanno creato in altri paesi. Il Credit Enhancement che esiste in tutti i paesi civili consente infatti di usare per un certo tempo quella che noi in Italia chiamiamo Fideiussione Bancaria ma che nel mondo civile si chiama Garanzia Bancaria, una sorta di prestito d’uso che si chiama Riassegnazione e avviene mediante cambio di beneficiario a seguito di contratto e appropriata fees annua.

    Guglielmo Rinaldini
    http://www.guglielmorinaldinifinance.com
    http://www.garanziabancaria.it
    http://www.fideiussionebancaria.net
    http://www.privateplacement.it

  3. Buongiorno,
    Avrei un quesito : in qualità di socia di una srl A. , la mia società B proprietaria di un immobile valore 250mila su cui c è in mutuo con residuo di 90 mila , deve prestare garanzie , domanda è possibile utilizzare l immobile ? In che modo!

    1. Al suo posto prima valuterei bene la situazione finanziaria ed economica della società A, prima di chinare passivamente il capo davanti alle richieste di garanzia della banca… Qualora la garanzia fosse effettivamente necessaria, immagino che un immobile già ipotecato non sia di grande utilità per una banca che chiede garanzie…

  4. Sono un socio garante di una srl, per un mutuo acceso dalla società 4 anni fa di durata ventennale. Oggi dovrei uscire dalla società, come funziona con tale garanzia? Devo continuare a essere obbligato per altri 16 anni pur non stando più nella società? In tal caso, posso pretendere qualcosa dalla società stessa per questo onere?

    Grazie

    1. Il consiglio che Le do è quello di recarsi presso la banca finanziatrice e manifestare l’intenzione di revocare la garanzia prestata in seguito alla Sua fuoriuscita dalla compagine societaria. Il rischio che corre, se non lo fa, è quello di restare personalmente garante verso la banca in caso di chiusura anticipata e/o revoca del finanziamento concesso alla Srl. Non perda altro tempo… Cordialità

  5. Ho acquistato un fondo commerciale a leasing per la mia ditta s.n.c.
    se voglio trasformare la ditta in s.r.l. cosa succede con il Leasing per il fondo?
    I soci usciti pochi mesi fa sono ancora garanti verso il Leasing?
    Grazie Andrea

    1. La perizia di valutazione del capitale della costituenda Srl dovrà dare conto dell’esistenza del Leasing, che dovrà essere volturato in capo alla Srl dopo la trasformazione.
      Le condizioni contrattuali del leasing dovrebbero restare invariate, trattandosi semplicemente di una trasformazione societaria, senza che intervenga variazione nelle persone dei soci-garanti.
      Cordialità

  6. Buonasera,
    sono socio ed amministratore di una srl, purtroppo fallita, a suo tempo per ottenere credito dalle banche avevo sottoscritto delle fideiussioni con garanzie personali (no ipoteche).
    C’è conflitto tra il mio ruolo di Amministratore della srl fallita e garante della stessa con il patrimonio personale?
    Se si, la fideiussione può considerarsi nulla?
    Grazie molte
    Santo

    1. L’aver rilasciato garanzie personali, purtroppo, la espone alla possibilità che la banca chieda direttamente a Lei il soddisfo del proprio credito.
      Prima di poter, eventualmente, parlare di nullità della fideiussione, occorre esaminare con attenzione il contratto con cui la garanzia è stata rilasciata, per verificare se contiene, appunto, clausole vessatorie o nulle.
      Le consiglio di rivolgersi a un buon Avvocato specializzato in materia di contrattualistica commerciale.
      Cordialità

    2. Buongiorno
      Il mio è lo stesso caso, identico direi.

      Sai dirmi com’è andata a finire ?
      Oppure è ancora tutto in corso ?

      Cristian

  7. Buongiorno, la mia società s.r.l. opera nel settore del recupero rifiuti per la produzione di fertilizzanti. L’ente preposto per il rilascio dell’autorizzazione, mi ha chiesto una garanzia per lo svolgimento dell’attività suddetta di € 50.000,00. Mi sono recato in un ente assicuratore e dietro garanzia del mio patrimonio personale, mi è stata concessa la fidejussione. Quello che voglio chiederLe è questo. Frà qualche anno bisognerà rinnovare l’autorizzazione: può accantonare la mia società la somma di € 50.000,00 prendendo i soldi al lordo delle imposte? Grazie.

    1. “prendendo i soldi al lordo delle imposte” suona un po’ male… in realtà bisognerebbe costituire un pegno in denaro, accantonando la somma su un c/c vincolato, o qualcosa del genere (in banca sapranno certamente suggerirle il prodotto adatto). In bilancio, l’accantonamento va registrato tra le immobilizzazioni finanziarie, alla voce “altri crediti”, con specifico riferimento ai “crediti per somme a garanzia”.
      Cordialità

  8. Salve, sono socio di una srls che purtroppo sta andando male ma che ancora cerca di reagire!! verso i fornitori è stato tutto sistemato ma rimane un debito verso una banca che ammonta a 10.000 euro di fido da loro concesso, 7.000 euro di extra fido che a suo tempo hanno autorizzato e di circa 10.000 euro per un finanziamento in corso!! abbiamo chiesto non tanto una chiusura a stralcio del debito quanto un piano di rimborso rateale per rientrare di tutto il debito ma la banca ci nega tutto se non rientriamo almeno dell’extra fido! in più ci stanno un attimino “minacciando” perchè dice che ci sono nostre garanzie personali. Cosa possiamo fare?

    1. Purtroppo non siete in una bella situazione… fate di tutto per rientrare dallo scoperto extra fido, quanto meno per dare un segnale di buona volontà. Poi seguite ALLA LETTERA le indicazioni della vostra banca. Buona fortuna.

  9. Buongiorno, sono presidente di una srl costituita nel 2015, l’oggetto sociale era di edificare e vendere appartamenti. la banca ci ha concesso un fido di 500mila euro per 10 anni, ipotecando 4 lotti. il contratto prevedeva un rientro di 100mila all’anno a partire dal quinto anno. Per l’opposizione di un socio non si è potuto costruire, con l’arrivo della crisi edilizia dal 2008 non abbiamo potuto pagare il saldo scaduto nel 2016. Per un fido chirografario di 50mila per il quale è stato fatto un piano di rientro, che è stato interrotto quando ci restavano solo 7mila per estinguerlo. Ora l’avvocato ha accettato che la banca ci chieda di firmare tutti per un altro piano di rientro per il fido chirografario e interessi in sospeso. Mi pare una fesseria farsi coinvolgere personalmente quando la srl ha altri beni propri.

  10. Mio marito administratore di srl de la quale era oltre 10 anni fa socio poi ha venduto le quote al fratello.
    Non sono state annullate le fideiussione date dal mio marito in precedenza (1981) e oggi il fratello (attuale socio unico!) lo ha deriso …
    1: come annullare le fideussioni?
    2: i 10 anni di fideussioni prestate dopo avere vendute le sue quote possono essere risarcite visto che garantiva per società di un altro?

    1. Sicuramente contatterei la banca, documenti alla mano, per far presente l’avvenuta cessione delle quote e insisterei per la revoca della fideiussione prestata. Non sono però sicuro che la banca rinuncerà facilmente alla garanzia ricevuta, a meno che essa non venga sostituita con altre da parte dei soci rimasti.
      Gli elementi, tuttavia, sono troppo pochi per fornirLe un parere compiuto.
      Cordialità

  11. Apprezzo molto le sue risposte,e quello che volevo sottoporle io riguarda un problema inverso,recuperare le garanzie reali date alla banca.Ebbene stipulato nel 2001 un mutuo ventennale con garanzie valutate all’epoca oltre il valore del mutuo,e prevedendo nel contratto la restituzione delle garanzie ogni pagamento di un quinto del mutuo stesso,a tutt’oggi la banca continua a fare resistenza nella restituzione con scuse e perdita di tempo,avendomi ridato nemmeno la metà di quanto calcolato all’epoca della stipula e considerando che alla data odierna devono avere ancora circa 160000€ dei 645000€ stipulati.Ovviamente voglio fare qualche cosa per questa inadempienza al contrario

  12. Sono socio al 20% di una srl in più amministratore il restante 80% lo detiene un altro sociose andiamo in banca a chiedere un prestito i rischi sono 50 e 50??
    O meglio per quale motivo con una quota di minoranza devo rischiare come l’altro?

    1. Normalmente, se non è possibile minimizzare (o addirittura azzerare) l’importo delle garanzie personali, la banca chiede la fideiussione a tutti i soci per l’intero importo del proprio credito, a prescindere dalle quote di capitale sottoscritte.

  13. Buongiorno, sono socio di una start up innovativa di impianto di biogas. Al momento l’impianto non rende come dovrebbe e ho un debito residuo con la banca di circa 1 milione. Sul finanziamento c’è sia la garanzia dell’MCC (per l’80%) e sia la fideiussione personale. In caso di mancato pagamento escutono prima la mia fideiussione o prima quella dell’MCC. Mi conviene provare a fare un saldo a stralcio? Oppure una procedura da sovraindebitamento (ho solo quel debito).
    Grazie in anticipo per la risposta.

    1. La domanda è generica, la risposta dipende dalle condizioni contrattuali (rilegga il contratto di fideiussione). Normalmente, se Lei ha garantito solo il 20% dell’importo finanziato, l’escussione della fideiussione deve essere limitata a detto importo, al resto provvede la garanzia pubblica. Essendo la fideiussione “a prima richiesta”, l’escussione del 20% del finanziamento è immediata.

  14. Buongiorno,
    La mia banca per un fido sul conto corrente aziendale, di 10000 euro, della quale sono amministratore unico (srl) mi chiede una fidejussione a garanzia sia mia che di mia moglie.
    Premesso che non abbiamo proprietà ma lei è dipendente dell azienda, ci possiamo fidare? Ci sono dietro l angolo delle fregature??
    Grazie mille

    1. Normalmente, la richiesta di garanzie fideiussorie da parte della banca si ha quando le risorse della società garantita non sono giudicate sufficienti a coprire la restituzione del capitale affidato oppure quando la società è giudicata rischiosa per motivi che sarebbe impossibile elencare compiutamente. Posso dirLe che spesso, in assenza di un ben definito piano d’impresa la banca intende garantirsi il rientro delle somme affidate anche ricorrendo al supporto dei soci della società finanziata.

  15. Buongiorno, vorrei chiederle un parere per questa situazione > Sono il socio di maggioranza di una srl, l’amministratore unico non socio si e’ rivolto ad un mediatore creditizio per ottenere un mutuo casa per se stesso, quindi e’ arrivata da parte dell’amministratote non socio, al commercialista che cura la contabilita’ della societa’ srl, la richiesta dei seguenti documenti relativi alla societa’ srl : Estratto conto bancario ufficiale degli ultimi 2 trimestri , lista movimenti bancari sino alla data odierna, Bilancio della srl al 30 giugno 2018, estratto-conto e mastro dei rimborsi spese forfettari dati all’amministratore, F24 pagati dalla srl negli ultimi 2 anni, (non sono stati chiesti i documenti che sono di pubblico dominio in CCIAA). Il commercialista mi ha avvisato perplesso.
    Ritiene sia una procedura coerente, oppure e’ nato un fraintendimento e il mediatore creditizio e-o la banca ritengono l’amministratore anche socio? o in subordine, sempre fraintendendo pensano di far sottoscrivere una garanzia all’amministratore per conto della srl? Prima di intervenire con azioni a tutela della societa’ le sarei grato del suo parere, Grazie

    1. Effettivamente la richiesta è un po’ strana. Se fosse limitata alla sottoscrizione di un mutuo personale, non vedo il motivo di sottoporre alla banca finanziatrice documenti che nulla hanno a che fare con la capacità di rimborso del prestito da parte dell’obbligato. Tra le righe Le ho detto tutto… Cordialità

  16. Buongiorno. La contatto per il seguente problema. A fronte di una fidejussione prestata da una Compagnia per Eur 2.300.000 una società cliente che seguo, ha dovuto dare in controgaranzia bancaria di Eur 700.000 che il cliente paga cara e che mi chiede di far togliere con insistenza. La Compagnia non vuole rinunciarci. Cosa può offrire il cliente in cambio di tale controgaranzia bancaria ? Posso proporre una ipoteca su immobile? Un accantonamento in bilancio vincolato? … Grazie mille.

  17. Buonasera,
    ero socio all 1%di una srl per la quale a Novembre 2017 purtroppo ho firmato una fideiussione personale a garanzia per l ottenimento di un leasing.
    A luglio 2018 ho ceduto le mie quote non pensando a quanto fatto in precedenza, ora sto richiedendo un mutuo per l acquisto di una casa e la banca mi chiede una liberatoria da questo leasing.
    Ho consegnato alla banca con la quale facemmo il leasing tutta la documentazione che attesta di essere uscito dalla società con richiesta di sostituzione con il nuovo socio.
    Pensa che possano accettare la mia richiesta? In base alla sua esperienza sa più o meno su che tempi ci aggiriamo?

    1. Purtroppo non c’è una regola univoca, le situazioni possono differire da banca a banca. Ho esperienza anche di banche che si sono rifiutate di manlevare la fideiussione di un ex socio fintantochè non è stata rimpiazzata da un altro garante…

  18. Buona sera. Avrei un quesito particolare da porre. Una Srl ottiene un chirografario da una banca garantito da fideiussione omnibus firmata sia da soci che da non soci della richiedente. Ancora prima della estinzione naturale del debito, viene concesso altro mutuo chirografario senza garanzie. Le chiedo: la precedente fideiussione omnibus prestata a garanzia del mutuo, che nel frattempo viene estinto, può essere utilizzata dalla banca a garanzia del secondo mutuo? Grazie mille per la risposta che vorrà darmi

    1. Sì, il concetto di “omnibus” è proprio quello, la fideiussione di questo tipo, una volta rilasciata, “copre” anche i rapporti di credito successivamente instaurati con lo stesso istituto bancario.
      Cordialità

  19. Buongiorno avrei delle domande da sottoporle poichè mi ritrovo ad avere un decreto ingiuntivo per delle garanzie prestate per un srl di cui ero socia al 5%.
    Oggi mi chiedono il rientro di tutto il capitale delle fideussioni omnibus prestate del mio ex marito.
    Ricordo un’unica cosa che quando andai a firmare mi dissero che avrei risposto solo per la quota del 5% e non dell’intero capitale.
    Premetto che in questi 10 anni ho riichiesto più volte i documenti attestanti questi fidi ma non ho mai ricevuto nessun contratto.
    Oggi mi inviano un decreto ingiuntivo , chiedo a lei esperto se posso ancora fare qualcosa per difendermi considerato che ho dato il mio assenso inconsapevolmente.Grazie per la risposta

    1. Gent.ma Sig.ra Rossella, da quanto leggo il suo problema è molto serio. Lei ha rilasciato una fideiussione omnibus a garanzia delle obbligazioni assunte da una srl, va da sè che il concetto di fideiussione mal si sposa con la quota di capitale sottoscritta. Una volta che viene rilasciata, la fideiussione garantisce la banca per l’intero debito del contraente.
      A questo punto, data l’urgenza, la cosa che farei, al suo posto, sarebbe quella di correre da un Avvocato specializzato in materia bancaria e creditizia per far valere, eventualmente, la nullità del contratto di fideiussione, sempre che ne sussistano i presupposti.
      Buona Fortuna

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